Wislawa Szymborska

Il mondo, qualunque cosa pensiamo quando ci sentiamo schiacciati dalla sua vastità e dalla nostra impotenza, o amareggiati dalla sua indifferenza al dolore individuale di persone, animali e persino piante, qualunque cosa possiamo pensare di questo sconfinato teatro per il quale abbiamo i posti prenotati, ma con biglietti dalla durata risibilmente breve, questo mondo è stupefacente. Dopotutto restiamo stupefatti da cose che esulano da una norma ben nota e universalmente riconosciuta, da quell’ovvietà alla quale siamo abituati. Il punto è che un mondo così ovvio non esiste. Il nostro stupore esiste in quanto tale e non si basa sul confronto con qualcos’altro.”

Questo estratto del discorso tenuto dalla poetessa Wislawa Szymborska in occasione della cerimonia di conferimento del premio Nobel il 7 dicembre 1996 dice molto sul l’importanza di guardare la realtà da diverse prospettive e di non fermarsi ad una prima, superficiale impressione. Questo vale per tutto ciò che riguarda il genere umano ma in maniera particolare per chi fa dell’arte, intesa in ogni sua forma, lo scopo della propria esistenza, la propria missione. Lasciarsi stupire quindi, anche dalle cose più semplici, per coglierne meglio l’essenza, per decifrarne il significato. Essere un poeta, dice la Szymborska, è un privilegio e troppo spesso chi scrive poesie è un po riluttante a dichiararlo, perché la società contemporanea non individua i suoi membri per quello che sono, ma per quello che fanno o hanno, e il fare o l’avere, devono essere certificati, quantificabili, riconducono l’uomo e la sua esistenza a un livello materiale. Invece come sostiene un importante esponente del cinema d’autore russo, Andrej Tarkovskij, il senso della vita è quello di innalzarci spiritualmente e l’arte è un mezzo per arricchirsi e consentire all’uomo di innalzarsi al di sopra di se stesso, al di sopra di un mondo che non è progettato per condurre alla felicità. La Szymborska osserva che la maggioranza delle persone lavora per tirare avanti, perché deve, non sceglie un impiego per passione ma le circostanze scelgono per loro. Un lavoro privo d’amore e noioso: ecco una delle peggiori miserie umane. Per una personalità come quella della poetessa polacca la scelta di iniziare a scrivere risale alla tenera età di 5 anni. All’inizio della sua carriera era mossa dall’amore per il genere umano ma poi capì che non serve amare l’umanità ma bisogna apprezzare le persone, conoscere il loro vissuto e cercare di vivere con ironia. L’umorismo è importante per Wislawa, spesso è parte integrante delle sue poesie anche se non mancano scritti che esprimono tristezza e pessimismo. Questo perché secondo lei non è possibile avere un unico atteggiamento nei confronti del mondo. A coloro che vogliono fare poesia Wislawa consiglia di prendersi dei rischi: “scrivi poesie, e poi vedremo. Metti in conto di fare fiasco: magari i tuoi versi sono pessimi e la gente non li apprezza. Oppure, invece, potresti avere successo.”
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